Un film che esplora gli aspetti psicologici oltre che politici di un movimento autonomista tormentato dalle decisioni da prendere, un thriller fantapolitico mozzafiato sullo sfondo di due diversi modi di intendere l'autonomismo.
Il Consiglio Federale della Lega Nord è letteralmente spezzato in due: il dibattito infuria ormai da ore ed ore e non si intravvede alcuna soluzione.
Una frangia vuole la rottura a tutti i costi con l'Italia: per loro la secessione è inevitabile, resta solo da deciderne le modalità e i tempi.
L'ala più moderata si accontenta del federalismo.
Ma nel Consiglio prevale l'idea secessionista. Ora che la linea principale è tracciata resta solo da decidere il da farsi.
Il delegato piemontese si alza e proclama a nome degli altri due delegati corregionali che il Piemonte farà da solo.
Uno dei tre delegati lombardi si associa: anche la Lombardia farà da sola. Ma viene subito zittito dai suoi due colleghi:
- Sei matto, da soli non ce la faremo mai! Dovremo allearci!
- E con chi?
- Voi veneti ve la sentireste di affiancarci?
I consiglieri veneti restano un pò meditabondi poi annuiscono.
Ma il primo delegato resta sulla sua posizione:
- Da soli, dobbiamo andare via dall'Italia da soli!
E lo stesso fanno gli altri due:
- No da soli no, in compagnia, col Veneto, loro ci stanno, via col Veneto!
VIA COL VENETO, nei cinema.
Campionario di varia umanità in un albergo qualsiasi di una località qualsiasi.
L'arzilla vecchietta e il pensionato all'abbordaggio.
L'arzilla vecchietta ha quasi 85 anni, va in spiaggia tutti i giorni, si fa un po' di camminate quando non ci va, ed è una buona forchetta. E dal tavolo vincino della sala da pranzo del Trash Hotel il pensionato novantenne cerca in tutti i modi di attirare la sua attenzione: il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Il cameriere pingue.
Pingue ed anche un pò pinguino il nostro corpulento cameriere: sia per la camminata dovuta alla notevole stazza sia per i colori della divisa d'ordinanza, pantaloni e grembiule neri acssociati ad una camicia bianca. La sua caratteristica principale è quella di utilizzare le sedie occupate dai clienti dell'albergo come perni per effettuare i necessari cambiamente di direzione richiesti durante il suo lavoro, con il rischio di catapultare i malcapitati occupanti delle sedie.
Il maitre pedante.
Magro come un chiodo con due spalle da giocatore di hockey su ghiaccio (ma sono le spalline della giacca), il maitre cerca di darsi importanza cazziando i camerieri per l'errato posizionamento di due mm rispetto al centro del tavolo dei piatti. Poi si accorge che in un tre stelle frequentato soprattutto da famiglie il maitre non serve a nulla e finisce per aiutare a sparecchiare i tavoli. Finito il lavoro serale va al bar dell'albergo a farsi prendere in giro dai clienti.
Gli amanti focosi
Lui un simil-zarro alla moda, lei una sciacquetta dotata di una terza scarsa che va in giro per l'albergo a petto in fuori come se portasse una settima abbondante e ancheggiando in modo da provocare l'apertura della porta automatica che dista 5 metri da dove passa.
Non importa se sia pomeriggio, sera o notte: il letto della loro camera cigola sempre ritmicamente per ore ed ore e lei urla come se stesse cantando lo yodel dalla cima di una montagna. Alla fine si scopre che lui è sposato con un'altra e lei è una "escort" (ovvero un troione da 500 euro a botta).
La famiglia Scassapalle
nonostante il padre non sia evidentemente in stanza. Inoltre la bambina per una settimana veste sempre la stessa maglietta, gli stessi pantaloni e la stessa bandana.
La famiglia Sempreinsieme.
Moglie, marito e due figli sempre insieme, non si staccano mai per in secondo, nemmeno per caricare la macchina il giorno della partenza.
Scendono tutti e quattro in sala da pranzo, vanno in spiaggia, a passeggio o in qualsiasi altro luogo senza mai lasciarsi.
Probabilmente cagano tutti contemporaneamente nello stesso luogo.
E forse moriranno insieme, non si sa se per solidarietà o per dovere.
Doppia coppia
Quattro ragazzi, un maschio e tre femmine. Il maschio è il findanzato di una delle tre. Le altre due, probabilmente per non reggere il moccolo, si slinguano fra di loro e poi si rollano una canna.
La zitellona
Per finire, in un albergo che si rispetti non manca mai la zitellona di turno. Età indefinita (ma non vecchia), entra in sala da pranzo guardando in giro se vede un possibile single preda, ma finisce invariabilmente per mangiare sempre da sola. Così come da sola se ne va a passeggio la sera, anche se cerca di mettersi in mostra sfoggiando un vestito all'ultima moda del 1956 e almeno cinque auricolari per cellulari, con i quali finge improbabili telefonate di lavoro come se fosse Luca di Montezemolo.
Tutti i personaggi finora descritti sono reali e nulla è stato inventato. Ogni somiglianza con personaggi realmente esistenti è voluta.